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Chi sono

Ciao…

e benvenuto (o benvenuta) sul mio blog personale.

Generalmente il “chi sono” è la pagina più noiosa e meno letta del web, tuttavia se proprio ci tieni a saperne di più su di me, ti risparmierò la biografia, limitandomi a fornirti alcuni “indizi” per conoscermi meglio e che troverai nella parte bassa di questa schermata.

Prima però, vorrei farti sapere che queste pagine vogliono essere un invito alla riflessione sulla nostra condizione umana (la mia, la tua e di quel paio d’altri che ci stanno leggendo).

L’obiettivo che vorrei dividere con te è quello di scrostare la mente dai tanti condizionamenti socio-culturali ai quali andiamo soggetti, per arrivare ad essere padroni di esprimere liberamente il proprio pensiero e senza limitarci ad essere meri ripetitori di quello altrui.

Il pensiero in libertà ha sempre fatto paura ai potenti (i re, i governanti, le lobbies, le chiese, gli apparati, i partiti, le istituzioni in genere), che ne hanno sempre ricercato il controllo.

Le ideologie sono il frutto più maturo di tale esercizio, per la loro abilità di celarsi tra le idee.

Ma avere una mente libera di ragionare di per se’ non è sufficiente: il pensiero acquista forza nella misura in cui lo si riesce a comunicare, non finchè lo tieni chiuso in qualche taschino, quasi che fosse una presenza rassicurante.

Certo la comunicazione interpersonale è quasi sempre possibile, ma per ragioni squisitamente matematiche, per questa via il pensiero si propaga con una lentezza insopportabile, almeno per chi dispone di una sola esistenza.

Sarà per questo che i mezzi di comunicazione di massa sono tanto ambiti, capaci come sono (in un lasso di tempo accettabile) di rendere lo sciocco e il savio profeti di nuove culture.

La propaganda, il marketing e le pubblicità di ogni genere, i giornali, la radio e le televisioni, l’apparato travestito da associazionismo, l’istruzione preconfezionata e con l’etichetta (non visibile), i movimenti culturali sponsorizzati, ecc. sono alcuni degli strumenti (più o meno raffinati) impiegati a tal scopo e assolutamente fuori dalla portata dell’uomo comune.

Tuttavia, da qualche anno, il sonno di chi gestisce le sale dei bottoni è stato turbato da uno strumento anarchico: Internet!

Finora, ai tentativi di censura e di controllo, Internet ha saputo rispondere come un’idra, alla quale per ogni testa mozzata se ne sono sostituite altre due.

In questa terra di mezzo il confronto con i Poteri Forti appare ancora possibile, ma richiede una sana e robusta cultura digitale, per difendere l’ultimo avamposto della libertà d’espressione.

Ricorda tuttavia, che il libero pensiero appartiene agli spiriti liberi.

E’ stato detto: “La Verità vi renderà liberi“, pertanto occorre servirla con dedizione e conoscerne la Bellezza.

Solo elevando il nostro spirito e liberandolo da interessi materiali e particolari, potremo strappare le catene delle paure, che imprigionano l’animo degli uomini in molteplici modi.

Non ti chiedo di essere d’accordo con me o di credere a quanto ti racconto, ma solo di rifletterci su, pensando a come questo possa cambiare la tua vita.

Gianluca Celentano

 

puntini Gianluca Celentano

Esperto di culture digitali e studioso delle potenzialità umane.

Convinto assertore che il benessere sia più importante del benavere, ma anche più difficile da raggiungere.

Amante della natura e del trekking, ho all’attivo due dei più bei percorsi al mondo: Landmannalaugar-Porsmork (Islanda) e l’Inca Trail (Perù).

alcune foto viaggi fatti

Penso che la dimensione del viaggio sia metafora della vita, dopo aver letto “Le vie dei canti” di Bruce Chatwin non ho saputo resistere alla tentazione di visitare l’Australia, attraversando la vena rossa del deserto centrale.

Tove Jansson mi ha insegnato quanto sia importante il “Viaggio con bagaglio leggero”, per liberarsi di inutili fardelli che ostacolano il percorso della vita.

Di Ernest Hemingway adoro lo stile asciutto e crudele con il quale descrive le alterne condizioni dell’esistenza umana, intuendo che il suo limite sia la prospettiva pessimista che lo ha reso grande e condotto al suicidio.

Credo nella forza del pensiero e nel diritto a potersi confrontare esprimendo liberamente le proprie idee (anche le più peregrine), perchè come insegna Voltaire “Non condivido affatto le tue idee. Ma darei la mia vita per difenderle.”.

Penso che la libertà di espressione vada difesa con coraggio contro l’avanzare del potere censorio degli establishment, asserviti agli interessi particolari delle varie lobbies.

Per questo come Karl Popper mi domando “Come controllare chi comanda”, ma nel frattempo mi difendo come posso con i mezzi che la tecnologia mi mette a disposizione.

Prima che tu possa domandarmelo ti dico che non sono di destra nè di sinistra, poichè le gabbie ideologiche mi vanno strette.

Ripugno tutte le forme di moderna schiavitù, da quelle descritte nell’eccellente libro-denuncia di Naomi Klein: NO LOGO, ad altre più subdole e meno percepite, che riducono l’esistenza degli individui a mere finalità produttive.

Non credo nel diritto ipertrofico, ma neanche nell’anarchia, convinto come sono che “Le regole sono fatte per gli uomini non gli uomini per le regole”.

Non ho nessuna verità in tasca da mostrarti, ma solo le mie idee da scambiare con le tue e qualche suggerimento per difenderle entrambe.

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Commenti»

1. marcosgambati - agosto 2, 2008

Lo sapevo! Ho sempre pensato che dietro quella voce e quella figura così professionale e gentile che si presentò nel marzo 2007 nel mio ufficio, che ti sa spiegare così bene come stanno realmente le cose e che ti aiuta a risolvere il problema invece di limitarsi a vendere un prodotto per risolverlo, ci fosse una persona degna di essere chiamata tale, in un mondo così pieno di esseri umani poco meritevoli di essere definiti persone, almeno per la mia concezione di tale figura, ed oggi ne ho avuto la conferma! Una persona che oltre a possedere il valore della propria professione è ricca di Valori umani, quelli più alti, tali da poter essere considerato cittadino del mondo, fratello e amico delle altre persone che incontra, sicuramente su questa Terra e, per chi ha fede o per chi semplicemente riesce a vedere un po’ più lontano dalla nostra piccola realtà terrena, anche oltre, anche se non sta a me esprimere tali giudizi. Tutto al più attraverso queste righe vorrei solo esprimere la mia timida idea che mi sono fatto di Gianluca Celentano e che mi fa piacere di esternare piuttosto che tenerla nascosta in quel “taschino” di cui lui stesso scrive nella sua presentazione.
Mosso da pura curiosità, sono entrato nel sito dell’Infoserv da cui ho acquistato prodotti vari per la mia piccola azienda. Volevo dedicare solo una manciata di minuti alla visita del sito, giusto per curiosare qua e là così come si fa abitualmente quando si naviga su internet frettolosamente. Dalla breve visita del sito mi sono accorto che posso avere o chiedere ancora più prodotti e servizi di quelli che immaginavo dalla Infoserv rispetto agli apparati telefonici che già ho acquistato, poi, per caso, sono giunto al blog di uno di quei soci o forse l’amministratore dell’Infoserv ed allora ho fatto una vera scoperta! Pur preso da mille cose da fare, sentivo che dovevo conoscere meglio questa persona, e più leggevo di lei, più le riconoscevo quelle qualità, magari normali per la concezione che io ho di una persona, ma che effettivamente sono diventate una rarità, spesso nascoste dalle armature che quasi tutti gli esseri umani, per precisa scelta combattiva o più semplicemente per difesa sono costretti ad indossare per poter liberamente vivere (si fa per dire) sul nostro pianeta.
Poi, fra le varie sue idee che condivido, ho scoperto in lui anche quella mia stessa passione per le vacanze “non per tutti”, come quel magnifico giro dell’Islanda che ho fatto anch’io nel 1999.
Insomma, ho scoperto che fra me e quella persona che ho conosciuto per lavoro, ci potrebbe essere qualcosa di più, o forse dovrei dire molto di più, ovvero amicizia. Ci tengo subito a precisare che per me amicizia significa solamente (e non è poco) poter contare sull’altro secondo il tempo che ciascuno ha da poter dedicare all’altro. Poter contare nel senso che anche solo un minuto, un’ora o un giorno all’anno da dedicarsi siano sinceri, autentici, altrimenti sarebbe tempo sprecato come quello che spesso trascorre fra persone che s’incontrano e si vedono spesso ma non per questo sono veri amici.
Ad un anno e mezzo dall’aver conosciuto Gianluca Celentano per lavoro ed a pochi minuti dall’averlo conosciuto meglio dentro come persona, sarebbe per me una gran gioia offrirgli la mia amicizia e per questo, sempre se anche lui sarà favorevole, chiamarci con il nostro nome e parlarci in prima persona.
Marco Sgambati


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